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Pochi autobus e tante biciclette? Ecco cosa ci attende per la fase 2 e 3

Pronti alla fase 2 e alla fase 3? Ecco come cambierà la vita delle persone durante gli spostamenti all’interno della propria città

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Monopattini come Bici

Viva la bicicletta, meglio se elettrica ( è sufficiente comprarla) oppure, perchè no, il monopattino wow! La nostra creativa Giunta sta dando il meglio di sé nell’ipotizzare le fasi due e tre. Nella  Fase 2, la mobilità sarà ancora, ovviamente, limitata e pertanto l’uso della bicicletta sarebbe di grande aiuto per non sovraccaricare il trasporto pubblico. Una delle ipotesi? Ampliare le piste ciclabili trasformando i controviali dei corsi  in zone per le due ruote. Ah!

E poi, la fase 3

Nella Fase 3 i mezzi pubblici dovranno garantire la sicurezza, sostiene la nostra assessora. Ma in che modo?  Tante sono le ipotesi sul tappeto (trattasi sempre di creativi ed è normale che siano tante). Le ipotesi  sono condivise con Milano, Roma e Bologna sempre in attesa che il Ministero dei Trasporti fornisca linee guida chiare. Chiare? Sarà mai possibile? Questo è un problema ma non temete tutti sono all’opera!

Bus e tram

Gtt ha preparato una bozza di documento con le linee guida e lo ha sottoposto alla sindaca Appendino. Le soluzioni prospettate puntano alla Fase 3, quando con la riapertura delle scuole il numero dei passeggeri tornerà alto. Pertanto: sanificazione dei mezzi, chiusura della porta anteriore, quella dell’autista; e varchi per la salita e la discesa differenziati. Sarà poi obbligatorio indossare mascherina e guanti usa e getta.

E la Metropolitana?

Si cercherà  di dividere i flussi e, nelle  stazioni, verranno segnati sul pavimento percorsi separati, tra chi entra e chi esce mentre i tornelli saranno utilizzati per conteggiare e gestire l’afflusso alle banchine. Se non intervengono misure di sostegno queste rigide misure comporteranno  riduzioni della capacità di carico dei mezzi (tra il 50% ed il 70%) .Non sostenibili  e il timore è che mettano  in ginocchio il trasporto pubblico.

«Obbligare al distanziamento attuale (una persona per metro quadro) comporterebbe riduzioni della capacità di carico dei mezzi (tra il 50% ed il 70%).  Questo è quanto si legge in un documento dell’Asstra, l’associazione delle aziende di trasporto e l’AD di Gtt Gianni Foti afferma che “Incrementare le frequenze nell’immediato sarebbe impossibile, per indisponibilità di mezzi e personale. E questo rischierebbe di incentivare il mezzo privato”.

Tutto chiaro no?

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