Conosci la storia e le curiosità del Parco Ruffini, alias Valentino Nuovo?

Il Parco Ruffini di Torino vanta una storia quasi centenaria. Il cosiddetto Valentino Nuovo e le sue curiosità3 min


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Forse non tutti conoscono il Parco Ruffini, per molti anche Valentino Nuovo. Non è un parco in zona centrale, ma situato in quella che un tempo era la periferia di Torino: tra Borgo San Paolo e il confine con Grugliasco. Questo parco, che è uno tra i più importanti polmoni della città, prima si chiamava Parco Principe Gerolamo Napoleone Bonaparte.

Il sedicesimo parco

Il Parco Ruffini ha un’estensione di circa 130mila metri quadri, ed è catalogato come il sedicesimo parco cittadino, in ordine di grandezza. Fin dalla sua nascita, è stato punto di ritrovo delle famiglie che si trovano nei quartieri cresciuti attorno e nelle vicinanze, come San Paolo, Santa Rita, Città Giardino, Borgata Lesna, Polo Nord e Pozzo Strada. È un parco da sempre molto frequentato, che ha vissuto i suoi alti e bassi.

Fin dagli anni Venti

Il progetto del Valentino Nuovo prese vita nei primi anni Venti del secolo scorso. L’inaugurazione ufficiale avvenne il 31 dicembre 1925, con il nome di Parco Principe Gerolamo Napoleone Bonaparte. L’appellativo “Valentino Nuovo” gli venne dato per via del suo progetto, che ricalcava appunto quello del più noto parco di Torino. L’area in continua espansione della ex periferia ovest della città necessitava di un polmone verde che mantenesse una certa qualità dell’aria che andava via via degradandosi a causa dell’urbanizzazione e industrializzazione in continua crescita.

Il nuovo stadio

La costruzione di quello che è stato chiamato Stadio del Valentino, che però è appunto lo stadio del Parco Ruffini, fu decisa nel 1937. Un sito dedicato allo sport, che tuttavia non aveva le caratteristiche per diventare un ‘vero’ e proprio stadio in grado di ospitare le grandi folle della domenica. Nonostante ciò, era perfettamente capace di ospitare le gare di atletica, i “Giochi della gioventù” e anche alcuni concerti. Lo stadio – che oggi si chiama Stadio Primo Nebiolo – è stato nel tempo rinnovato e ampliato, inglobando i terreni dell’ex Cascina Galliziana, già appartenuti a un’antica famiglia originaria di Como che si era trasferita alle porte di Torino intorno al ‘600. I terreni furono ceduti alla Città di Torino nel 1934.

Lo Stadio Nebiolo – foto: Franco56commonswiki

La famosa montagnola del Parco Ruffini

Chi è passato anche per una sola volta al Parco Ruffini conoscerà di certo la caratteristica “montagnola”, che non è di certo naturale. Infatti, questa montagnola all’interno del parco fu eretta artificialmente utilizzando le macerie degli antichi edifici di Via Roma, che erano stati abbattuti per far spazio ai nuovi palazzi che sarebbero sorti nella centralissima via di Torino.

La colonia per la terapia del Sole

Una curiosità che forse non tutti conoscono è quella che vide ospitare, dal 1937 fino ai primi anni del dopoguerra, una Colonia Elioterapica e una piscina, che divennero presto un punto di richiamo per i residenti e non solo. Sempre in quel periodo fu realizzato anche l’Asilo infantile, che si trovava di fianco alla struttura.

La fontana del Parco – foto: Franco56commonswiki

Perché si chiama Ruffini

Nel dopoguerra, da Parco Principe Gerolamo Napoleone Bonaparte, il Valentino Nuovo divenne ufficialmente Parco Ruffini, in onore del giurista Francesco Ruffini, ex ministro e docente universitario – che venne esonerato per motivi politici dall’insegnamento poiché antagonista del regime fascista.

Il Palazzetto dello Sport

Nel 1961, che fu anche l’anno di “Italia 61”, sorse il Palazzetto dello Sport – noto anche come PalaRuffini. La sua struttura e forma richiamano il PalaLottomatica di Roma: non a caso, l’architetto Annibale Vitellozzi che lo realizzò, aveva collaborato con Pier Luigi Nervi alla progettazione del Palazzo capitolino. In poco tempo il Palazzetto dello Sport divenne un polo d’attrazione per numerosi eventi sia sportivi che non. Al suo interno, infatti, trovarono ospitalità i campionati nazionali di basket e pallavolo, tornei di tennis, ma anche gare di danza, rassegne di pattinaggio per finire con i numerosi concerti di musica rock e pop.

Nel tempo è cresciuto

Anche se non fisicamente, il Parco Ruffini, nel tempo è cresciuto ospitando numerosi altri nuovi servizi. Oggi, oltre alle numerose aree verdi passeggiabili e chiuse al traffico, contiene campi da tennis, da basket, da pallavolo. Senza contare le zone dedicate al pattinaggio a rotelle, agli skateboard per finire con il minigolf. Insomma, se non ci siete mai stati, vale la pena farci un salto per passare qualche ora in mezzo al verde.

foto di copertina: screenshot (c) Google Maps


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