Spostamenti tra Regioni dal 3 giugno, il Piemonte rischia di stare chiuso una o due settimane in più

Dal 3 giugno 2020 potremmo di nuovo spostarci tra le Regioni d’Italia, ma il Piemonte rischia invece di prolungare la chiusura per una o anche due settimane1 min


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Ogni Regione è in spasmodica attesa dell’apertura dei confini, per poter tornare a viaggiare e spostarsi in tutta Italia. Ogni Regione tuttavia ha le sue diverse esigenze e pretese di libertà che dovranno essere mediate dal Governo. Unica incognita sono le due Regioni dove l’epidemia ha colpito più duro: Lombardia e Piemonte. La nostra Regione, infatti, rischia una chiusura protratta per ancora una o anche due settimane.

Velocità diverse

La linea del Governo trapelata in questi giorni è «Velocità diverse concordate con i governatori [delle Regioni, Ndr)». Ciò significa che ogni Regione potrebbe aprire in modo diverso e in tempi diversi. Per esempio, i presidenti di alcune Regioni del Sud, come Sardegna e Sicilia, minacciano di vietare l’ingresso a chi proviene dal Nord.

Il verdetto venerdì

Polemiche a parte, per sapere come andranno le cose si dovrà per forza attendere la giornata di venerdì 29 maggio. Giorno in cui si valuteranno di dati del monitoraggio che faranno pendere il piatto della bilancia a favore delle riaperture o a sfavore. «Il numero dei nuovi contagiati continua a scendere – rassicura tuttavia il Ministero della Salute – Se i dati del monitoraggio di venerdì saranno buoni come ci aspettiamo, troveremo una soluzione che vada bene a tutti».

I punti critici del Piemonte

Se tuttavia ci saranno punti critici in alcune Regioni, come appunto il Piemonte, sempre il Ministero della Salute avverte che potrebbe esserci uno slittamento dell’apertura per una settimana, forse due. Ma l’idea, o la speranza, è quella di permettere infine spostamenti liberi per l’arrivo dell’estate.

Il monitoraggio delle Regioni

Nella giornata di venerdì 29 arriverà dunque l’esito del monitoraggio condotto dal Ministero della Salute. Questo assegna a ogni Regione un livello di rischio per l’epidemia da Coronavirus Covid-19 che si ottiene per mezzo di due algoritmi che calcolano il numero di tamponi eseguiti raffrontati con il numero di malati, di morti e di guariti. Altra voce determinante è il grado di tenuta delle strutture sanitarie. In base all’esito, sarà poi il Governo a decidere se attuare il decreto che dal 3 giugno consente spostamenti liberi in tutta Italia oppure porre delle limitazioni – sempre in accordo con i presidenti delle Regioni. Staremo a vedere.

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5 Comments

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  1. Ebbene si , stiamo vincendo la battaglia contro i COVID 19 , ma non è ancora finita la guerra . Io credo che dobbiamo aspettare ancora per uscire e ricominciare .

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