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Il paradiso del falso. La scoperta dalla Gdf di Torino

Guardia di Finanza Torino scopre un laboratorio abusivo del falso. Vetrine online e dirette social dove venivano venduti centinaia di abiti di lusso contraffatti

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Scoperta dalla Guardia di Finanza una fabbrica del falso - Immagine di repertorio

Blitz della Guardia di Finanza di Torino a seguito di una vasta operazione finalizzata al contrasto degli illeciti in materia di contraffazione e falso made in Italy. Gli agenti hanno scoperto un laboratorio abusivo ed eseguito un ingente sequestro di capi di abbigliamento contraffatti in tre abitazioni, due ubicate in provincia e una a Torino.

Anche le dirette Facebook

Le indagini dei Finanzieri del Gruppo Orbassano, hanno tratto origine da una mirata attività di intelligence attuata attraverso l’incrocio delle investigazioni  emerse nel corso dei controlli del territorio con quelle scaturite dal monitoraggio del commercio illegale praticato online, che ha consentito di individuare tre soggetti i quali, in concorso tra loro, vendevano capi di abbigliamento fallaci, utilizzando come canale pubblicitario le “dirette Facebook”, seguite sempre da centinaia di utenti.

A seguito dell’intervento delle Fiamme gialle, eseguito nelle abitazioni delle persone sottoposte a indagine, veniva interrotto l’ultimo video promozionale in corso e posto sotto sequestro ingente materiale contraffatto costituito da capi e accessori di abbigliamento su cui erano stati illecitamente riprodotti noti brand di famose case di moda.

Il successivo sviluppo delle indagini ha consentito di individuare, nella zona nord di Torino, un appartamento, all’interno del quale venivano assemblati giubbotti, pantaloni e felpe recanti loghi di marchi contraffatti.

La fabbrica del falso

Le perquisizioni effettuate hanno fatto emergere una vera e propria “fabbrica del falso”, attrezzata con cliché, macchine da cucire e termopresse, atte all’apposizione dei marchi, utilizzata anche come deposito abusivo di capi semilavorati e già confezionati illegalmente, pronti per la vendita, gestita da una cittadina di origini extra-comunitarie. Nel corso delle operazioni, sono stati sequestrati circa 19.000 euro quali proventi illeciti derivanti dalle vendite, abilmente occultati e rinvenuti solo a seguito di accurate perquisizioni, oltre 10.000 loghi contraffatti delle più note griffe, pronti per essere applicati su altrettanti capi d’abbigliamento che avrebbero “invaso” il circuito cittadino nelle imminenti festività natalizie.

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