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Scoppia la protesta per la chiusura del bar dei “negazionisti”: stiamo festeggiando lo scudetto

Scoppia la protesta a Chivasso dopo la chiusura da parte delle forze dell’ordine della Torteria, da alcuni ritenuta “covo” di negazionisti. Difendere il diritto al lavoro

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La Torteria a Chivasso
Protesta per la chiusura di La Torteria a Chivasso

CHIVASSO (TO) – Sabato scorso c’è stata una manifestazione di protesta, con presidio di fronte alla Torteria di Chivasso, il locale di recente messo sotto sequestro con un blitz delle forze dell’ordine che ha coinvolto decine di militari e blindati, informa una nota di Italexit. Qui, i militanti del partito hanno esposto uno striscione provocatorio con la scritta “Stiamo festeggiando lo scudetto”, accolto tra gli applausi e il divertimento dei partecipanti.

Se festeggi lo scudetto, allora va bene?

Roberto Mossetto, responsabile della sezione torinese di Italexit, motiva così questa scelta: «A quanto pare in Italia se protesti per difendere il diritto al lavoro vieni multato e il tuo locale finisce sotto sequestro. Nessun problema se invece stai celebrando i successi della tua squadra del cuore: lo stesso Prefetto di Torino ha detto che i tifosi vanno capiti perché queste sono situazioni complesse. Più che complessità, queste sono le incongruenze macroscopiche con cui dobbiamo convivere da troppo tempo: a questo punto possiamo sfruttarle anche noi per dimostrare che questo sistema è al capolinea».

Vicini alla titolare Rosanna

Mossetto ha espresso la vicinanza del Senatore Paragone e di tutto il partito alla titolare: «Rosanna è una lavoratrice che difende il sacrosanto diritto al lavoro dopo essere stata illusa e poi tradita da uno Stato sempre più assente. Le sue rivendicazioni sono più che legittime, ma ormai è etichettata come la “barista negazionista”, quindi ogni sua singola azione viene accolta con sdegno e disgusto dalla solita pletora di benpensanti. Quanti locali come la Torteria hanno già chiuso in questi mesi o, a breve, chiuderanno per sempre? Magari i loro titolari non hanno protestato così energicamente come Rosanna, ma si tratta comunque di decine di migliaia di persone che non hanno più un lavoro, un futuro, una dignità per sé e per la propria famiglia».

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