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Covid 19

Ci siamo comportati male: arriva la nuova stretta del Governo per le feste

Dal Governo l’ipotesi di coprifuoco già dalle 20:00. Poteri a sindaci per chiudere le piazze. I commercianti di Torino al prefetto, no a nuove restrizioni. Sarà un Natale blindato?

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Nuova stretta in arrivo dal Governo

Gli italiani (almeno alcuni) si sono comportati male in questi giorni, specie nel weekend. Assembramenti ingiustificati, poco rispetto delle norme di sicurezza e via discorrendo. Per questo, il Governo anziché concedere, sta pensando a nuove più severe restrizioni. Il ministro Speranza: «Necessario scongiurare una terza ondata».

Scenari da lockdown

Come accennato ieri, se Paesi come la Germania o l’Olanda fanno scuola con il loro lockdown rispettivamente dal 16 dicembre al 10 gennaio e cinque settimane oppure Londra dal 16 al 23 dicembre, allora l’Italia potrebbe adeguarsi. Il nostro Paese potrebbe dunque divenire zona rossa (o al massimo arancione) proprio durante le feste. Si pensa anche di dare possibilità ai sindaci di chiudere le piazze.

Bloccare gli assembramenti

Per qualcuno, una nuova stretta potrebbe sembrare un “abuso di potere” o una “dittatura” (sono molte le persone a pensarla così), ma spesso non ci si rende conto che certe misure non vengono adottate così tanto per rendere difficile la vita ai cittadini, ma proprio per preservarla questa vita. Comunque la si pensi, con una media di 500 morti al giorno, c’è poco da scherzare e gli assembramenti visti negli ultimi giorni non promettono certo bene.

Misure più rigorose

Nel giro di un massimo di 48 ore dovremmo sapere quale sarà la nostra sorte durante le festività. Tra l’intenzione di non esasperare la cittadinanza e la necessità invocata dal CTS di misure più rigorose, si dovrà trovare la quadra.
Tra le varie ipotesi vi è quella di una zona rossa a livello nazionale (un lockdown) nei giorni prefestivi e festivi: dalla Vigilia di Natale a Santo Stefano, da San Silvestro a Capodanno. In questi giorni saranno disponibili soltanto i servizi essenziali. Altra ipotesi è quella di una zona arancione nazionale, con sì i negozi aperti, ma ristoranti e bar chiusi. Infine, si pensa a un coprifuoco più esteso e anticipato alle 18:00 o alle 20:00.

Scongiurare la terza ondata

Se non ci si comporta bene, se non si prendono le dovute misure, una terza ondata dopo le feste potrebbe essere inevitabile. Per questo, il ministro Speranza spiega che «Stiamo ragionando sulle due settimane delle vacanze di Natale. Spero che in tempi brevi si possano prendere ulteriori misure per scongiurare un’ipotetica terza ondata».
«Dobbiamo essere più rigorosi durante le festività», aggiunge il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia.

I commercianti di Torino temono una nuova stretta

Certo, durante questi giorni i commercianti del Piemonte e di Torino hanno respirato una boccata d’ossigeno. Ma quanto è accaduto ha danneggiato tutti, non solo loro. E ora temono nuove misure restrittive nella mobilità e nell’accesso a locali e negozi proprio nei giorni delle festività. Per questo l’Ascom e la Confesercenti hanno scritto due lettere al prefetto di Torino Claudio Palomba e per conoscenza al presidente Alberto Cirio e alla sindaca Chiara Appendino.

Un nuovo lockdown

«Si verrebbe a creare una situazione che dal punto di vista degli operatori commerciali costituirebbe un nuovo lockdown, il terzo, peraltro inaspettato, con un danno economico per molti, irreparabile – scrive la presidente dell’Ascom, Maria Luisa Coppa, che paventa il rischio di «un’insofferenza tra la popolazione sempre più difficilmente gestibile, anche perché motivata dall’incomprensione che molti avrebbero nel dover nuovamente adottare misure restrittive».

Rispettano i protocolli di sicurezza

Il presidente di Confesercenti, Giancarlo Banchieri, ricorda che «la stragrande maggioranza degli operatori rispetta i protocolli di sicurezza e non è certo all’interno dei locali pubblici e degli esercizi commerciali che si riscontrano le difficoltà: se si verificano problematiche legate agli assembramenti, esse non nascono certo all’interno delle attività commerciali. Operare in sicurezza si può e si deve: ormai ne va della sopravvivenza stessa delle aziende del settore; senza contare i pesantissimi contraccolpi sul piano occupazionale».

Anche Cna Piemonte chiede di evitare «decisioni frettolose su nuovi contenimenti, le fibrillazioni danneggerebbero troppo artigiani e commercianti». «Il Piemonte, sulla base dei dati in costante miglioramento, è passato in cinque settimane da zona rossa a zona gialla», afferma il segretario regionale Filippo Provenzano.

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