Allarme mascherine al cloroformio a Torino: cosa c’è di vero

C’è un messaggio che in questi giorni gira su WhatsApp che avverte del pericolo delle mascherine al cloroformio distribuite in modo fraudolento per derubare i cittadini. Cosa c’è di vero1 min


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Forse qualcuno lo ha anche ricevuto, si è preoccupato e lo ha inoltrato a sua volta. Si tratta di un messaggio che è diventato virale su WhatsApp proprio in questi giorni in cui è iniziata la consegna delle mascherine a tutti i cittadini, voluta dalla Regione Piemonte. Questo messaggio avverte del pericolo di mascherine al cloroformio distribuite gratuitamente a Torino.

Mascherine al cloroformio e rischi

Il testo di avvertimento del messaggio su WhatsApp sarebbe attribuito al comando di Polizia Municipale della Città di Torino. Secondo quanto riportato nel messaggio (che riportiamo più sotto), vi sarebbero dei truffatori o ladri che distribuiscono queste mascherine spacciandosi per inviati da parte della Regione Piemonte o del Comune di Torino. Dopo aver consegnato la mascherina, i truffatori, inviterebbero il cittadino a indossarla per controllare la misura. Il cloroformio contenuto nella mascherina farebbe addormentare il malcapitato, così i malfattori possono entrare indisturbati nell’appartamento e svaligiarlo.

Il messaggio di avvertimento

Il testo del messaggio (di cui anche l’immagine) è questo: “Salve a tutti. Dal Comando di Polizia Locale di Torino mi trasmettono quanto segue: Vi sono personaggi che, spacciandosi per mandatari della Regione o del Comune, contattano le persone con la scusa di portare mascherine gratuite facendole provare per vedere se vanno bene di misura.
ATTENZIONE le mascherine sono imbevute di cloroformio. Addormentano e loro entrano in casa e derubano.
FATE GIRARE NON È UNA BUFALA”.

Cosa c’è di vero?

A dispetto di quanto scritto nel messaggio, è assai probabile che si tratti proprio di una bufala. Non a caso, sul sito della Polizia Municipale di Torino non si trova alcun riscontro in merito: se il messaggio fosse davvero partito da loro, sarebbe presente una comunicazione. Non si hanno neanche altri riscontri, come per esempio cittadini che abbiano denunciato alle Forze dell’ordine episodi di questo genere. In mancanza di riscontri obiettivi, si deve dunque pensare a un messaggio senza fondamento. Tuttavia, la prudenza non è mai troppa, e se qualcuno si presenta alla porta senza un valido motivo o adducendo scuse sospette, è sempre bene rivolgersi alle autorità competenti per accertarsi su chi si ha di fronte. Ricordiamo, che in molti stabili, le mascherine della Regione Piemonte sono (e saranno) distribuite dagli amministratori di condominio.

Immagine di copertina credit: pixabay-lesya-t

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