Torino riparte più povera: dal centro alla periferia i negozi che non riapriranno più

La riapertura e la ripartenza rivelano una Torino più povera. Pochi soldi da spendere nelle famiglie e decine i negozi che, dal centro alla cintura, non riapriranno più. Il perché e la situazione1 min


7.7k shares

TORINO. La ripartenza della Fase 2 è iniziata ieri a pieno regime, con strade trafficate e tanta gente in giro per la città e il centro. Ma è una ripartenza che rivela una Torino più povera, dopo il lockdown del mesi scorsi. Le famiglie hanno meno denaro da spendere, e gli esercizi commerciali che stentavano a sopravvivere difficilmente ci riusciranno e molti non riapriranno neppure.

Affittasi ovunque

Basta fare un giro per Torino per rendersi conto della situazione: decine e decine i cartelli “Affittasi” o “Vendesi” affissi sulle vetrine e le serrande dove, prima dell’emergenza Coronavirus, c’era un negozio. E dovrebbe essere la Torino della ripartenza. Complice il blocco per il contenimento dell’epidemia, sommato alle spese sempre più elevate e gli affitti che i proprietari in molti casi si sono rifiutati di abbassare, fatto sta che molti esercizi commerciali hanno gettato la spugna. Così tra svendite, “svuota tutto” e saracinesche che non si alzeranno più, questa è la desolante situazione a partire dal centro della città sino alle periferie e alla cintura.

Si svende tutto

Se si fa un giro per il centro di Torino si noterà che sono attive molte svendite straordinarie o liquidazioni. È l’effetto del lockdown, dicono in molti dei negozianti. Ma non solo. Perché, sempre in tanti, lamento un mancato aiuto – specie per far fronte alle spese che durante il lockdown non sono state messe in stand-by. E così per molti torinesi l’hashtag #andràtuttobene non è stato veritiero, perché non è affatto andata bene.

I clienti mancano all’appello

Uno dei problemi di questa ripresa è che mancano i clienti. Come sottolineato da Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti, «Una significativa parte di consumatori manca all’appello, non si sa ancora per quanto: sono i tanti lavoratori che a oggi non hanno ancora ricevuto il denaro della cassa integrazione». «La scommessa ora – prosegue Banchieri – è quella di mettere in grado i commercianti che hanno aperto o stanno aprendo di continuare a svolgere la loro attività: perché ciò accada, c’è bisogno che il settore venga sostenuto in modo assai più ampio ed efficace di quanto non sia avvenuto finora, soprattutto dal punto di vista della liquidità. Non basta aprire un giorno, bisogna poterlo fare sempre».

LEGGI ANCHE: Fase 2 in Piemonte: tutto quello che si può fare dal 18 al 24 maggio

Sostieni Torino Fan

Caro lettore, da settimane i giornalisti di Torino Fan lavorano senza sosta per fornire aggiornamenti puntuali ed attendibili sulla emergenza CoronaVirus. Se apprezzi il nostro lavoro, da sempre per te gratuito, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal

Ti piace? Condividilo con i tuoi amici

7.7k shares

0 Comments

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scegli il formato
Immagine
Carica Foto o GIF
Storia
Testo formattato con possibilità di incorporamenti e immagini
Video
Inserisci video da Youtube, Vimeo or Vine Embeds
Meme
Carica la tua immagini e costruisci un meme
Sondaggio
Vota per dire la tua opinione
QUIZ
Aggiungi una serie di domande che verificano quanto ne sanno gli utenti di Torino Fan su determinati argomenti
Quiz personali
Aggiungi una serie di domande che rivelano lati nascosti della personalità
Lista
Il classico Internet Listicles
Elenco di classifiche
Chiedi voti per scegliere la lista migliore
Conto alla rovescia
Il classico internet countdown
Lista Aperta
Invia il tuo articolo e vota per la migliore presentazione
GIF
Carica una GIF animata
Audio
Inserisci Soundcloud or Mixcloud Embed