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Peste suina in Piemonte, la Regione incontra il Governo a Roma: la situazione

Il governatore del Piemonte Alberto Cirio, insieme a quello della Liguria, Giovanni Toti, incontrano il Governo a Roma per l’emergenza peste suina

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Peste suina
Peste suina in Piemonte

Incontro a Roma nella mattinata di ieri tra i presidenti di Piemonte e Liguria Alberto Cirio e Giovanni Toti con i ministri delle Politiche agricole Stefano Patuanelli e della Salute Roberto Speranza, presenti anche gli assessori piemontesi all’Agricoltura e alla Sanità Marco Protopapa e Luigi Genesio Icardi.

Piemonte e Liguria, spiega la Regione in una nota, hanno chiesto l’istituzione di un commissario interregionale che possa aiutare ad affrontare questa emergenza nazionale e ristori subito per tutti i comparti colpiti, a cominciare da quello agricolo. Sono al momento oltre 120 le carcasse ritrovate e 21 quelle risultate positive (14 in Piemonte e 7 in Liguria).

Al termine dell’incontro l’assessore Icardi ha comunicato il contenuto della circolare della Direzione Sanità del Piemonte che chiarisce quali sono le attività permesse nella zona infetta e nell’area confinante fino al 7 febbraio, quando saranno aggiornate in considerazione dell’evolversi della situazione epidemiologica.

La situazione peste suina

Sabato 22 gennaio, il vicepresidente della Regione Piemonte Fabio Carosso firma una nuova ordinanza in vigore da lunedì 24 gennaio

Nel confermare tutte le previsioni già adottate dal decreto n.3/2022 del 12 gennaio, il nuovo provvedimento prevede l’estensione geografica della zona di controllo dell’infezione ai Comuni compresi nel raggio di 10 km dalla zona infetta, andando così ad interessare i Comuni delle province di Asti, Cuneo ed Alessandria ricompresi in tale raggio.

Nel territorio di questi Comuni viene disposto il divieto di qualsiasi tipo di attività venatoria e di gestione faunistica e la regolamentazione dell’attività agro-silvo-pastorale che deve essere sottoposta al preventivo parere positivo del Servizio Veterinario della ASL competente per territorio.

Le misure saranno aggiornate in funzione dell’evolversi della situazione epidemiologica. L’ordinanza resterà comunque in vigore fino al 30 aprile 2022.

I Comuni interessati dall’ordinanza, perché compresi nell’area di 10 km confinante con la Zona Infetta, sono:

In provincia di Alessandria: Alessandria, Alice Bel Colle, Bergamasco, Berzano di Tortona, Bistagno, Borgoratto Alessandrino, Bosco Marengo, Carbonara Scrivia, Carentino, Casal Cermelli, Casalnoceto, Casasco, Castellar Guidobono, Castellazzo Bormida, Castelletto d’Erro, Castelspina, Cerreto Grue, Denice, Frascaro, Frugarolo, Gamalero, Masio, Merana, Momperone, Monleale, Montechiaro d’Acqui, Montegioco, Montemarzino, Oviglio, Paderna, Pontecurone, Ponti, Pozzol Groppo, Pozzolo Formigaro, Sarezzano, Spigno Monferrato, Spineto Scrivia, Terzo, Tortona, Viguzzolo, Villaromagnano, Volpedo, Volpeglino.

In provincia di Asti: Bruno, Bubbio, Calamandrana, Canelli, Cassinasco, Castel Boglione, Castel Rocchero, Castelletto Molina, Castelnuovo Belbo, Cessole, Fontanile, Incisa Scapaccino, Loazzolo, Maranzana, Mombaldone, Mombaruzzo, Monastero Bormida, Montabone, Nizza Monferrato, Olmo Gentile, Quaranti, Roccaverano, Rocchetta Palafea, San Giorgio Scarampi, San Marzano Oliveto, Serole, Sessame, Vaglio Serra, Vesime.

In provincia di Cuneo: Perletto, Pezzolo Valle Uzzone.

Cosa si è già fatto

Venerdì 21 gennaio: In Piemonte si sta procedendo con il monitoraggio a tappeto delle carcasse di cinghiale. La priorità, in questo momento, è definire con la migliore precisione possibile l’effettiva area di circolazione del virus, in modo da procedere con le misure di isolamento della zona interessata. Parallelamente, nella “zona infetta” definita dal Ministero verrà avviato il depopolamento dei suini domestici degli allevamenti allo stato brado e famigliari, maggiormente a rischio di contatto con i suini selvatici, mentre non interverremo sugli allevamenti convenzionali, che garantiscono sufficienti condizioni di biosicurezza.

Martedì prossimo i presidenti delle Regione Piemonte e Liguria Alberto Cirio e Giovanni Toti presenteranno al Governo il piano degli interventi interregionali elaborato in collaborazione con le organizzazioni agricole. Per questo, la Regione Piemonte ha già chiesto al Governo un primo stanziamento di 100 milioni di euro da destinare nell’immediatezza a chi avrà delle ripercussioni negative sulla propria attività.

L’assessore Icardi annuncia che “tra domani e domenica nella zona infetta saranno impegnate oltre 500 persone tra agenti della Provincia di Alessandria e dell’Ambito territoriale di caccia, carabinieri forestali, agricoltori e volontari della Protezione civile per setacciare palmo a palmo l’intero territorio alla ricerca di carcasse animali, con il coordinamento dell’Unità di crisi e del commissario per l’emergenza Giorgio Sapino” e che anticipa che “a febbraio, non appena sarà definito con esattezza il perimetro di delimitazione della zona infetta, verranno avviate le operazioni di depopolamento dei cinghiali all’esterno dell’area. Secondo le indicazioni del Piano nazionale per l’eradicazione dell’epidemia, si stima che in Piemonte andrebbero abbattuti in un anno circa 50.000 cinghiali. Un’azione che per essere maggiormente efficace andrà inserita in un contesto interregionale, per il quale il Piemonte ha già chiesto al Governo la nomina di un commissario ad hoc, proponendo l’attuale direttore dell’Istituto sperimentale zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, Angelo Ferrari”.

Mercoledì 19 gennaio: L’assessore Icardi ha nominato Giorgio Sapino commissario per l’emergenza della Peste suina africananel territorio della provincia di Alessandria.

Sapino, già responsabile dei Servizi Veterinari e direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Asl Cn1, dovrà occuparsi della corretta applicazione delle misure di controllo e prevenzione disposte dal Ministero della Salute per la zona infetta.

D’intesa con i presidenti delle Regioni Piemonte e Liguria, Alberto Cirio e Giovanni Toti, verrà inoltre richiesta al Ministero della Sanità la nomina di un commissario interregionale nella figura di Angelo Ferrari, attuale direttore dell’Istituto sperimentale zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, che già opera con valenza sovraregionale.

Nuove misure per fermare il focolaio

Il Ministero della Salute ha emanato ulteriori misure stringenti per fermare il focolaio. Oltre a ribadire il divieto di attività venatoria, stabilisce per la zona infetta regole per la ricerca attiva e la gestione delle carcasse di suini selvatici. Per i suini in allevamento, inclusi i cinghiali, è disposto il censimento di tutti gli stabilimenti, la macellazione immediata dei suini detenuti in allevamenti bradi e semibradi e allevamenti misti che detengono suini, cinghiali e i loro meticci e negli allevamenti di tipo familiare, il divieto di ripopolamento per 6 mesi. Il decreto impone regole anche per un’area entro i 10 km dai confini della zona infetta: rafforzamento della sorveglianza, regolamentazione della caccia e delle altre attività di natura agro-silvo pastorale limitando al massimo il disturbo ai suini selvatici con l’obiettivo di ridurne la mobilità, il censimento di tutti gli stabilimenti che detengono suini, l’adozione di misure di biosicurezza rafforzate.

Altre precauzioni riguardano l’intero territorio nazionale: censimento di tutti gli stabilimenti che detengono suini, verifica dei livelli di biosicurezza degli allevamenti, obbligo di recinzione degli allevamenti della tipologia semibrado.

Ristori urgenti

In una lettera inviata al presidente del Consiglio Mario Draghi e al ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore all’Agricoltura Marco Protopapa hanno chiesto che vengano stanziate risorse a sostegno dei comparti danneggiati e provvedimenti per fronteggiare la situazione, a cominciare dagli operatori del settore agricolo.

La zona infetta

Sono 114 (78 in Piemonte e 36 in Liguria) i Comuni inseriti dal Ministero della Salute nella “zona infetta” da Peste suina africana.

I 78 Comuni piemontesi, tutti in provincia di Alessandria, sono: Cavatore, Castelnuovo Bormida, Cabella Ligure, Carrega Ligure, Francavilla Bisio, Carpeneto, Costa Vescovato, Grognardo, Orsara Bormida, Pasturana, Melazzo, Mornese, Ovada, Predosa, Lerma, Fraconalto, Rivalta Bormida, Fresonara, Malvicino, Ponzone, San Cristoforo, Sezzadio, Rocca Grimalda, Garbagna, Tassarolo, Mongiardino Ligure, Morsasco, Montaldo Bormida, Prasco, Montaldeo, Belforte Monferrato, Albera Ligure, Bosio, Cantalupo Ligure, Castelletto d’Orba, Cartosio, Acqui Terme, Arquata Scrivia, Parodi Ligure, Ricaldone, Gavi, Cremolino, Brignano-Frascata, Novi Ligure, Molare, Cassinelle, Morbello, Avolasca, Carezzano, Basaluzzo, Dernice, Trisobbio, Strevi, Sant’Agata Fossili, Pareto, Visone, Voltaggio, Tagliolo Monferrato, Casaleggio Boiro, Capriata d’Orba, Castellania, Carrosio, Cassine, Vignole Borbera, Serravalle Scrivia, Silvano d’Orba, Villalvernia, Roccaforte Ligure, Rocchetta Ligure, Sardigliano, Stazzano, Borghetto di Borbera, Grondona, Cassano Spinola, Montacuto, Gremiasco, San Sebastiano Curone e Fabbrica Curone.

Mercoledì 12 gennaio: Il 12 gennaio il presidente Alberto Cirio emana un’ordinanza che sospende l’attività venatoria in tutta la provincia di Alessandria fino al 31 gennaio 2022.

Nei giorni precedenti l’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi aveva annunciato «l’innalzamento al massimo livello di allerta la vigilanza sulle misure di biosicurezza nel settore domestico, con particolare riguardo a tutte le operazioni di trasporto e di movimentazione degli animali, di mangimi, prodotti e persone» e sostenuto che «serve la collaborazione di tutti gli operatori del settore per offrire la massima protezione alla filiera produttiva del comparto suinicolo».

Sabato 8 gennaio: Il presidente Cirio e l’assessore Protopapa fanno presente che «è necessario che le istituzioni preposte riprendano definitivamente in mano la legge 157/92 per adeguarla alle esigenze attuali con una riforma radicale della legge sulla fauna selvatica. Con le norme attuali e la carenza di personale per il controllo non si è più in grado di contrastare il fenomeno della proliferazione dei cinghiali”. Avevano anche ricordato che, nel limite delle possibilità concesse, a dicembre la Giunta regionale aveva adottato per la prima volta una delibera che estende la possibilità per la stagione venatoria 2021-2022 di applicare dei piani di prelievo numerico-selettivi della specie cinghiale per il periodo compreso tra il 1° ed il 31 gennaio. “L’intensificarsi dei casi di Peste suina africana in tutta Europa – avevano aggiunto – deve aumentare l’attenzione delle istituzioni ad ogni livello, anche UE, per tutelare le produzioni zootecniche e l’economia delle nostre aziende, attivando decisioni urgenti che mettano in condizione le Regioni di poter operare su questa annosa criticità».

Cos’è la Pesta Suina Africana o Psa

La Peste suina africana è una malattia infettiva altamente contagiosa, tipicamente emorragica, causata da un virus appartenente al genere Asfivirus che colpisce solo i suidi domestici e selvatici causando un’elevata mortalità. Non si trasmette all’uomo, quindi non ci sono rischi per la popolazione. Il virus è molto stabile, rimane infettante per diverse settimane anche nelle carcasse abbandonate sul territorio viene inattivato solo dalla cottura e da specifici disinfettanti.

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