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I cinghiali causano un incidente ogni 48 ore: un “grosso” problema per tutti

Cinghiali, un “grosso” problema da risolvere: sono una minaccia per la sicurezza delle persone e delle aziende, e causano un incidente ogni 48 ore. Lo Stato faccia qualcosa

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Cinghiale Torino
I cinghiali causano un incidente ogni 48 ore

TORINO – «O lo Stato ci conferisce i poteri necessari o se li assume per risolvere un problema che riguarda sia la produzione agricola sia la sicurezza delle persone. Se non basta manifestare qui siamo pronti ad andare a Roma”: è quanto ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ai manifestanti della Coldiretti, che in piazza Castello a Torino protestavano contro l’invasione dei cinghiali e sollecitavano un impegno concreto per tutelare persone e imprese. Alla manifestazione erano presenti anche il vicepresidente della Regione Fabio Carosso e l’assessore all’Agricoltura Marco Protopapa.

Ascoltare la voce dell’Italia che lavora

«Chiedo ai politici dei ministeri romani che stanno tra velluti e marmi di aprire le finestre e ascoltare la voce dell’Italia che lavora – ha proseguito Cirio – È un problema di normativa nazionale e invece quello dei cinghiali viene visto come un piccolo problema. Cosa aspettano a Roma, che i cinghiali ci entrino in casa e vengano nel nostro letto?».

Ancora troppi vincoli

«La Regione – ha concluso il presidente – ha attivato tutti gli strumenti in suo possesso, ma ci sono troppi vincoli. Serve una riforma nazionale che ci dia i poteri per intervenire oppure che a livello nazionale le aziende siano tutelate. Non possiamo vedere che a un agricoltore sia compromesso il raccolto dopo aver lavorato e faticato un anno intero e non è accettabile che venga compromessa la sicurezza delle persone. Oggi la legge non ci permette di tutelare né il lavoro né la vita di chi percorre le nostre strade».

Causano un incidente ogni 48 ore

Un incidente ogni 48 ore con 16 vittime e 215 feriti è il tragico bilancio nell’anno dell’emergenza Covid dell’invasione di cinghiali e animali selvatici che non si fermano più davanti a nulla, abbattendo recinzioni, guadando fiumi e attraversando strade e autostrade mettendo a rischio la vita e la sicurezza delle persone. È quanto emerge dall’analisi di Coldiretti su dati Asaps, in occasione della protesta di agricoltori, cittadini e istituzioni in tutta Italia a partire da piazza Montecitorio a Roma con mobilitazioni nelle principali città, da Milano a Napoli, da Torino a Bologna, da Palermo a Cagliari, da Bari a Bologna ed in tutti i capoluoghi di Regione

Raddoppiati incidenti gravi, con feriti e morti

Negli ultimi dieci anni il numero di incidenti gravi con morti e feriti causati da animali è praticamente raddoppiato (+81%) sulle strade provinciali secondo la stima Coldiretti su dati Aci Istat. Una vera e propria emergenza nazionale che mette a rischio la sicurezza e la salute degli automobilisti sui quasi 850mila chilometri di strade e autostrade italiane con i cinghiali che possono arrivare a un quintale e mezzo di peso, 1,2 metri di altezza e 2 metri di lunghezza. E se su arterie statali, provinciali e comunali non ci sono quasi mai reti di respingimento contro i selvatici, sui 6.757 chilometri di autostrada – sottolinea la Coldiretti – esistono protezioni che non sempre sono sufficienti e adeguate a impedire il passaggio di animali di grossa taglia visto che sono state realizzate negli anni ’60-’70, quando la grande fauna selvatica era rarissima e le recinzioni avevano lo scopo esclusivo di evitare l’attraversamento del bestiame.

Le reti elettrificate servono a poco

La riparazione delle recinzioni danneggiate o l’installazione provvisoria di reti elettrificate servono a poco o a nulla – sottolinea la Coldiretti – mentre l’impatto ad alta velocità di un’auto o di una moto contro la massa di un cinghiale adulto può avere conseguenze devastanti e drammatiche per conducenti e passeggeri. Quelle dell’alba e del crepuscolo sono le ore più a rischio, con i branchi di cinghiali che si muovono razziando cibo nelle periferie urbane o distruggendo campi e colture, riuscendo a percorrere – evidenzia Coldiretti – fino a 40 chilometri alla volta.

Gli incidenti

Il problema – sottolinea la Coldiretti – è che non sempre i cinghiali rimangono sul luogo dell’incidente, visto che l’animale anche ferito si rifugia nella boscaglia o nei prati, oppure succede che lo schianto contro un albero, un cippo chilometrico o lo sbandamento e l’uscita di strada si verificano proprio per evitare l’impatto con l’animale che scappa senza lasciare tracce. All’automobilista, sempre che non debba essere portato in ospedale, non rimane che chiamare il carroattrezzi e rassegnarsi a pagare i danni senza neppure poter denunciare l’accaduto considerata la mancanza di prove.

«Non è più solo una questione di risarcimenti ma è diventato un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con decisione», afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che «serve un piano straordinario concertato tra Ministeri e Regioni, Province e Comuni per uscire da questa situazione di emergenza».

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