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Salutarsi al tempo del Coronavirus, il Museo Egizio cerca la risposta nei geroglifici

Come salutarsi senza correre i rischi? La risposta potrebbe essere stata scritta migliaia di anni fa

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Museo Egizio Coronavirus

TORINO – C’è chi chiede aiuto ai propri antenati per affrontare l’emergenza coronavirus, soprattutto per quanto riguarda i contatti tra le persone, come strette di mano e abbracci. Il Museo Egizio di Torino va a caccia di «metodi di saluto alternativi» niente meno che attraverso i geroglifici.

Il saluto dei faraoni

«E’ difficile riscoprire come ci si salutasse al tempo dei faraoni – si legge in un post su Facebook – ma i geroglifici possono aiutarci in questi giorni in cui dobbiamo trovare nuove modalità di ‘contatto’! Alcuni segni, che determinano parole e verbi, raffigurano gesti che usiamo ancora oggi». E allora ecco alcuni esempi, dall’uomo inginocchiato con le braccia alzate che può essere utilizzato per dire “ti adoro” al geroglifico HeH che può essere tradotto con “milione” o “tanto” e che oggi possiamo utilizzare per dimostrare il nostro affetto. Provate anche voi e condividete con noi il risultato!». Quella odierna è solo l’ultima delle numerose iniziative che il museo, con il direttore Christian Greco, sta mettendo in atto per ovviare a questi giorni difficili.

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