Supermercati come funghi a Torino: arriva un maxi discount al posto del Cinema Arlecchino, piovono le proteste

Lo storico Cinema Arlecchino di Torino, che si trovava all’angolo tra corso Sommeiller e via San Secondo e abbandonato ormai da cinque anni, non rivedrà più la rinascita. Al suo posto, come pare ormai sia pratica comune, nascerà un maxi discount. I commercianti sul piede di guerra2 min


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Ormai sembra che se a Torino si libera uno spazio commerciale di una certa metratura, si debba per forza aprire un supermercato. Come se non ce ne fossero già abbastanza. Poi magari mancano altre strutture o servizi, ma poco importa. Basta che ci sia un centro commerciale o qualcosa di simile e sono tutti contenti… forse. Già, perché in realtà se si ascolta il parere dei cittadini non è che tutti siano appunto contenti. Anzi, spesso è l’esatto contrario. E, stavolta, a essere scontenti sono anche i commercianti della zona – come è d’altronde comprensibile.

Addio anche all’ennesimo cinema storico di Torino

I cinema di Torino, specie quelli storici, se ne vanno a uno a uno. È la volta del Cinema Arlecchino, che si trovava all’angolo tra corso Sommeiller e via San Secondo. Abbandonato ormai da cinque anni, se qualcuno sperava in una sua rinascita dovrà mettersi l’anima il pace. Niente più cinema ma, al suo posto, pare nascerà un nuovo – ennesimo – supermercato. Nello specifico, un maxi discount. Dopo l’annuncio, anche i commercianti della zona scendono sul piede di guerra, e inviano una lettera al neopresidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.

Il progetto del Comune per il Cinema Arlecchino e il maxi discount

Secondo quanto emerso il Comune di Torino avrebbe dunque in progetto di recuperare l’immobile abbandonato dando spazio all’apertura di un discount della catena In’s. Il Cinema Arlecchino, nato nel lontano 1923 con il nome originale “Imperiale”, poi cambiato in quello che è rimasto tale fino al 2014, quando ha chiuso i battenti è uno dei molti cinema storici di Torino che hanno lasciato posto  – guarda caso – a degli esercizi commerciali. L’edificio si compone di due piani e, secondo il progetto, al piano terreno dovrebbe insediarsi il discount a insegna In’s (parte del Gruppo PAM) che avrà a disposizione una superficie di oltre 500 metri quadrati.
La sala proiezioni – sempre al piano terra – che all’epoca contava 200 posti a sedere, dovrebbe invece essere trasformata in luogo di incontro per gli abitanti del quartiere. Sempre secondo il progetto di Palazzo Civico, al suo interno troveranno posto spettacoli e convegni, che dovrebbero coinvolgere le associazioni del territorio. Il secondo piano dello stabile, che ha più o meno la stessa estensione, sarà adibito a uffici.
L’operazione di riqualificazione dell’edificio comporterà l’introito di ben 250mila euro di oneri di urbanizzazione, che si prevede finiranno nelle casse dell’Amministrazione comunale.

Cinema Arlecchino Torino

Residenti e commercianti protestano

Come già accaduto per altre situazioni simili, sia i residenti del quartiere che i commercianti non hanno preso molto bene la prospettiva dell’ennesimo supermercato. Così hanno iniziato a piovere le critiche da parte dei primi e le proteste da parte dei secondi – preoccupati dai possibili riflessi negativi sugli affari. Per questo motivo, il Presidente dell’Associazione Commercianti Borgo San Secondo Torino, Alfredo Orto, ha inviato una lettera a nome dei commercianti sia alla sindaca Chiara Appendino che al neopresidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. I commercianti, ma anche i cittadini, esprimono le loro perplessità circa il progetto del Comune e fanno presente che altre soluzioni – magari sperate – sarebbero state gradite. Ci sarebbero infatti molti altri modi per recuperare l’edificio: dall’apertura di un altro cinema, magari più piccolo per lasciare posto ad altre iniziative a beneficio del quartiere, fino a servizi per la riqualificazione del quartiere e il coinvolgimento dei residenti. In sostanza, se c’è la volontà, di cose interessanti e utili  – più che un supermercato – ce ne sarebbero molte. Altro punto a sfavore dell’apertura di un discount è quello del traffico: se sono in ballo progetti di contenimento dell’inquinamento, specie nel centro di Torino, allora il viavai che si andrebbe a creare (anche con mezzi pesanti per il trasporto della merce) nuocerebbe di certo all’intenzione di rendere più respirabile l’aria – senza contare l’inquinamento acustico e il caos. Infine, quanto a offerta commerciale, la zona offre già tutto quello che occorre, con anche locali aperti h24. Più di così.


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