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Cirio, «Piemonte arancione è un grande sacrificio», ma l’RT sale e preoccupa

Il Piemonte in zona arancione è per il governatore Cirio un grande nuovo sforzo e sacrificio. Occorrono ristori immediati

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Alberto Cirio
Alberto Cirio e il Piemonte zona arancione (image credit: Alberto Cirio - Facebook)

TORINO – Il Piemonte da lunedì 1° marzo torna zona arancione. Non lo volevamo di certo, ma purtroppo questo virus che non se ne vuole andare, ora ci attacca anche a suon di varianti. E così, se con la zona gialla avevamo preso un po’ di fiato e speranza, l’arrivo del declassamento a zona arancione, e la notizia di otto Comuni del Piemonte in zona rossa, ci fa intravedere prospettive poco rassicuranti. Ma ci auguriamo tutti che non sia così.

Un nuovo sforzo e grande sacrificio per i piemontesi

A dare la notizia ufficiale del Piemonte zona arancione è lo stesso presidente della Regione, Alberto Cirio che, sulla sua pagina Facebook commenta: ««Ci viene chiesto purtroppo un nuovo sforzo e so che è un sacrificio grande. L’RT è cresciuto e si attesta sopra l’1 e la pressione ospedaliera sta aumentando».

Occorrono ristori immediati

Il governatore del Piemonte aveva prima sentito telefonicamente il ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo che i dati del report settimanale erano stati validati dal Cts e dal Ministero della Salute, confermando il passaggio al nuovo colore. Ma, ora che si torna alla parziale chiusura per alcuni e totale per altri, «al nuovo Governo abbiamo sollecitato che i ristori per le attività costrette a fermarsi siano immediati. È fondamentale», conclude Cirio.

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