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I poliziotti aggrediti in Barriera di Milano da extracomunitari

Sul deplorevole episodio avvenuto in Barriera di Milano ai danni di due agenti di Polizia, il commento del segretario del Siulp Eugenio Bravo

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Interventi della Polizia di Stato

TORINO – Due agenti della Polizia di Stato sono stati aggrediti da un gruppo di extracomunitari in zona Barriera di Milano, luogo di ritrovo di spacciatori e altri irregolari “senza paura” delle autorità, divenuto in poco tempo off-limits per chi ci abita (a questo proposito, vedi gli articoli sul degrado del quartiere denunciato dai cittadini). Di seguito la dichiarazione di Eugenio Bravo.

Un’aggressione che deve far riflettere

Ecco la dichiarazione del Segretario Generale del SIULP di Torino Eugenio Bravo in merito all’aggressione subita da due colleghi delle volanti mentre stavano effettuando l’arresto di uno spacciatore.
«Ci rendiamo conto che ormai la nostra può sembrare una litania quasi stucchevole, ma quando si tratta della vita dei poliziotti, della sicurezza dei cittadini e della serena convivenza civile, non possiamo tacere o rassegnarci a pensare che intanto nulla cambierà. Non smetteremo mai di ribadire quanto sia importante difendere e sostenere i tutori dell’ordine nella loro battaglia contro l’illegalità e le violenze, e non solo perché sono nostri collegi, ma perché è ovviamente anche una battaglia di civiltà».

Una reazione violenta

«Anche questa volta – prosegue Bravo – dobbiamo costatare il ferimento di due poliziotti che nell’adempimento al loro dovere stavano assicurando uno spacciatore alla giustizia. Una reazione violenta del pusher a cui è seguito l’ausili o degli altri connazionali del quartiere di Barriera di Milano, già tragicamente martoriato dalla delinquenza di soggetti extracomunitari irregolari che non hanno nulla da perdere è tantomeno nessun timore delle forze di polizia. Un gruppo di connazionali dello spacciatore si sono fiondati in strada per cercare di impedire l’arresto».

Non è più tollerabile

«Non è la prima volta, lo abbiamo già detto, ma non è più tollerabile continuare a registrare queste gravi aggressioni semplicemente come fatti di cronaca senza che nessuno si senta in dovere di mettere mano a misure legislative inasprendo le pene per chi aggredisce i tutori dell’ordine e per chi intende aiutare i criminali a sottrarsi. Costoro devono essere equiparati alla stessa stregua e procedere anche nei loro confronti, atteso che con la loro spregiudicata è spregevole azione si frappongono fra la legge, rappresentata dalle forze e dell’ordine e illegalità posta in essere dai criminali».

Urgono leggi severe

Urgono, «leggi severe, esemplari e che prevedano la custodia cautelare e poi il carcere, e se trattasi di soggetti muniti di permesso di soggiorno andrebbe revocato ed espulsi. Non vorremmo attendere – conclude Eugenio Bravo – che qualcuno venga ferito gravemente o peggio ancora debba rimetterci la vita prima che in questo Paese chi ha la responsabilità di difendere le forze dell’ordine si decida ad agire di conseguenza e si riprende dal letargo. E intanto, uno strumento per la difesa dei poliziotti come il taser è ancora in gestazione».

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1 Commento

1 Commento

  1. Vittoria Turinetti

    18 Agosto 2020 at 19:38

    E ora che le leggi siano più severe sia per gli spacciatori che per la tutela delle forze dell’ordine

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